Pants – Page 2 – ghettoblasterwear

Pants

I jeans baggy si ricollegano immediatamene alla scena musicale rap.
Sono pantaloni a vita bassa, la cui cintura è posizionata a 5-6 cm sotto il giro vita e si caratterizzano per un taglio dritto e oversize dall'altezza dei fianchi fino alla base.
Si ispirano all'abbigliameno da lavoro, comodo per necessità, grazie alla forma non costrittiva e alle numerose tasche, ma è stata la cultura dell'hip hop a metà degli anni '90 a renderli protagonisti.
Nel 1995 il duo musicale Mobb Deep li ha scelti per la copertina dell'album The Infamous.
Questa cultura è stata poi legittimata da tantissimi brand streetwear che hanno portato alla proliferazione di capi dall'animo urbano.
Negli anni 2000 si è completamente affermata l'era dei pantaloni baggy, abbassati a tal punto da rivelare i boxer e stretti da una cintura, lasciata volutamente allentata. Usati subito dopo anche dagli skater e dai raver, che li trovavano funzionali e adatti ad ogni situazione.
Successivamente il taglio del baggy sale pure in passerella cambiado talvolta tessuti per diventare perfetto per il nuovo uomo metropolitano che non vuole rinunciare allo stile.
 
La nascita di questa moda, come la nascita di qualunque altra moda/stile, è dovuta a tanti fattori, uno dei quali è riconducibile al carcere: ai galeotti americani venne proibito l’uso delle cinte (ottenendo l’effetto pantalone calato) per evitare che questi le usassero come armi o peggio ancora per impiccarsi; l’altro fattore documentabile che può essere individuato come precursore di questa moda sta nell’abitudine tipica dei bambini dei ghetti americani di indossare gli abiti dei fratelli maggiori.
La cultura nera giovanile ha cominciato a contrapporre i baggy pants, per affermare la propria diversità, al più classico jeans a taglio stretto, sopravvissuto indisturbato dagli anni ‘70.
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